Quanti timbri mettere su una carta fedeltà (con esempi per settore)

Pochi timbri e regali troppo. Troppi e nessuno arriva alla fine. Il numero giusto viene da due dati che conosci già: quanto spende il tuo cliente e ogni quanto torna.

22 ottobre 2026 · 3 min di lettura

La regola veloce: tra 6 e 10

Nella maggior parte delle attività una carta con tra 6 e 10 timbri funziona bene. Sotto i 6 il premio costa caro; sopra i 10 sembra così lontano che il cliente smette di provarci. Dentro questo margine, il numero esatto dipende da due cose: quanto ti costa il premio e ogni quanto viene il cliente.

Prima, calcola lo sconto reale

Una carta a timbri è uno sconto travestito. Se dopo nove caffè pagati il decimo è gratis, stai facendo in realtà uno sconto del 10% ai clienti che completano la carta. Il conto è semplice:

Sconto reale = 1 ÷ (timbri pagati + 1)
Con 9 pagati e 1 gratis: 1 ÷ 10 = 10%. Con 5 pagati e 1 gratis: 1 ÷ 6 ≈ 17%.

E quello sconto è sul prezzo di vendita, ma a te costa solo il costo del prodotto. Un caffè che vendi a 1,50 € ti costa molto meno, quindi il «10%» reale per la tua cassa è ancora più basso.

Tieni conto anche che non tutti completano la carta. Chi si ferma a metà non ti è costato niente e, comunque, è tornato più spesso del solito.

Poi, guarda ogni quanto torna il cliente

Il premio deve arrivare presto. Un buon riferimento è che un cliente abituale completi la carta in uno o due mesi. Se ci mette sei mesi, se ne dimentica.

AttivitàVisita tipicaTimbri consigliati
BarPiù volte a settimanada 8 a 10
PanetteriaQuasi ogni giornoda 8 a 10
Fast foodUna volta a settimanada 6 a 8
Parrucchiere o barbiereOgni 3-6 settimaneda 5 a 6
Centro esteticoOgni 2-4 settimaneda 5 a 8
LavanderiaOgni una o due settimane8

Se il tuo cliente viene poco, abbassa il numero di timbri o passa ai punti, dove conta ogni euro e non solo ogni visita.

Il trucco del premio a metà carta

Un piccolo regalo a metà strada fa sì che più persone arrivino alla fine. Per esempio, su una carta da 10 timbri, una brioche o un piccolo sconto al quinto. Il cliente vede che avanza e ha un motivo per tornare anche se il premio grande è ancora lontano.

Un altro trucco che funziona: regalare il primo timbro all’iscrizione. Partire da 1 su 10 invece che da 0 su 10 dà una sensazione di progresso fin dal primo giorno.

Errori comuni

  • Copiare il numero della concorrenza senza guardare il tuo prezzo né il tuo costo.
  • Un premio poco invitante. «Il 5% di sconto» motiva molto meno di «un caffè gratis», anche se costano simile.
  • Cambiare le regole a metà con clienti che hanno già timbri. Se lo fai, rispetta quello che hanno.
  • Timbri che non scadono mai in attività ad alta rotazione. Una scadenza ampia, da 6 a 12 mesi, evita carte dimenticate senza infastidire.

Prova e correggi

Il bello di una carta digitale è che vedi i dati: quanti clienti completano la carta, quanti si fermano a metà e a quale timbro abbandonano. Se quasi nessuno arriva alla fine, togli un timbro o aggiungi un premio intermedio. Se ci arrivano tutti in due settimane, forse sei troppo generoso.

Se vuoi un numero di partenza per il tuo caso, il consulente fedeltà te lo calcola con il tuo scontrino medio e la frequenza di visita.

Domande frequenti

Quanti timbri metto in un bar?

Di solito tra 8 e 10. Con 9 pagati e il decimo gratis lo sconto reale è del 10%.

Meglio il premio all’ultimo timbro o alla visita successiva?

Funzionano entrambi. «Completati i 10, il prossimo è gratis» si capisce benissimo; l’importante è spiegarlo allo stesso modo sulla carta e al bancone.

I timbri possono scadere?

Sì, se vuoi. Una scadenza da 6 a 12 mesi evita carte dimenticate senza disturbare i clienti abituali.

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